I peeling chimici professionali rappresentano oggi uno degli strumenti più versatili ed efficaci nel lavoro dell’estetica avanzata.
Non sono semplici esfolianti: sono trattamenti funzionali di rinnovamento cutaneo controllato, capaci di intervenire su molteplici inestetismi in modo progressivo, personalizzabile e misurabile.
In questo articolo analizziamo in modo tecnico e completo:
- Cosa sono realmente i peeling chimici
- Come funzionano a livello biologico
- Ruolo del pH
- Famiglie di acidi
- Inestetismi trattabili
- Criteri di scelta professionale
- Errori comuni da evitare
- Protocolli e stagionalità
- Risultati
Cos’è un peeling chimico
Un peeling chimico è un trattamento topico a base di acidi organici o inorganici che induce:
- esfoliazione controllata
- rinnovamento epidermico
- stimolazione dermica
- modulazione di processi cellulari (cheratinizzazione, melanogenesi, turnover)
Non lavora “grattando” la pelle (come uno scrub meccanico), ma modificando chimicamente i legami tra i corneociti e influenzando l’attività biologica cutanea.
Meccanismo d’azione: cosa succede nella pelle
Un peeling chimico professionale agisce su più livelli della cute.
1- Azione cheratolitica superficiale: rompe i legami tra cellule cornee riduce l’ipercheratosi e migliorando la grana cutanea
2- Stimolo del turnover cellulare: accelera il ciclo di rinnovamento, favorisce la sostituzione delle cellule danneggiate
3- Stimolo dermico: invia segnali di riparazione che aumentano la sintesi di collagene, elastina, GAGs (glicosamminoglicani, zuccheri complessi che si trovano tra le fibre di collagene ed elastina e contribuiscono alla struttura e all’idratazione dei tessuti)
4 – Modulazione biochimica: alcuni acidi hanno effetti specifici anti-infiammatori, antibatterici, sebo-regolatori, depigm
Il ruolo del pH: fattore chiave dell’efficacia
Il pH è uno dei parametri più importanti di un peeling chimico, poiché determina la forza e l’intensità di azione del trattamento. Più il pH è basso, maggiore è la frazione acida libera, maggiore è la penetrazione. Di conseguenza, il peeling sarà più forte e attivo.
Tuttavia, nel determinare l’intensità di un peeling non conta solo il pH, ma conta anche:
- concentrazione dell’acido all’interno della formula chimica
- pKa della molecola (un numero che dice quanto facilmente l’acido riesce a lavorare sulla pelle e quanto è “attivo” quando lo applichi)
- veicolo formulativo (ovvero la struttura chimica che trasporta la parte attiva dell’acido, che può essere gel, soluzione acquosa, base alcolica)
- tempo di posa
- condizioni della pelle
Range tipico dei peeling professionali:
pH 0.5 – 1.5: peeling intensivi di tipo medico
pH 1.5 – 2.5: peeling medi di tipo medico
pH 2.5 – 3.5: peeling medi di tipo estetico
Un peeling ben formulato può essere efficace anche con pH meno aggressivi se utilizzato nel modo corretto, potenziato e associato ad un protocollo su misura per la cliente.
Classificazione dei peeling per profondità e benefici
1. Superficiali: agiscono nello strato corneo/epidermide superficiale
Ideali per:
- Mantenimento
- Prevenzione
- Prime discromie
- Texture irregolare
2. Medio-superficiali: arrivano tra l’epidermide ed il derma
Ideali per:
- Macchie
- Acne
- Rughe
- Photoaging
3. Medi (ambito medico): coinvolgono il derma papillare e non sono di competenza estetica.
Tutti gli inestetismi trattabili con peeling chimici
I peeling sono il vero asso nella manica di un’estetista moderna che vuole lavorare con l’estetica avanzata viso e dare risultati reali su tutti gli inestetismi cutanei.
In particolare, ecco tutte le problematiche che si possono trattare con i protocolli con peeling:
Macchie cutanee e discromie
- Melasma
- Lentigo solari
- Iperpigmentazioni post-infiammatorie
- Colorito disomogeneo
Rughe e fotoaging
- Rughe superficiali
- Texture irregolare
- Perdita luminosità
Pelle ispessita
- Ipercheratosi
- Pelle ruvida
Pelle acneica
- Acne comedonica
- Acne infiammatoria
- Pori ostruiti
Pelle seborroica
- Eccesso di sebo
- Lucidità
- Grana irregolare
Pelle spenta, disidratata o sensibile
- Grigiastra
- Poco ossigenata
- Opaca
- Arrossata
- Ruvida e segnata
Segni post acne e irregolarità superficiali
- Macchie post acne
- Micro-cicatrici superficiali
- Disomogeneità
Peeling tutto l’anno: si può?
Sì, con protocolli corretti. Fermarsi per mesi per paura del sole significa interrompere il percorso, rallentare i risultati e perdere opportunità di trattamento e fidelizzazione della cliente.
I protocolli con peeling possono essere continuati anche nel periodo primaverile ed estivo, ma tenendo conto di alcuni aspetti essenziali:
- Fototipo della cliente
- Esposizione solare/ Abitudini della cliente: è disposta a rinunciare al sole per un periodo, pur di prendersi cura della sua pelle?
- Utilizzo rigoroso della crema solare
- Maggior controllo dei tempi e dell’applicazione
Il valore del peeling nella metodologia Wellting
Nel mio metodo di lavoro i peeling chimici sono inseriti all’interno di un ampio protocollo che prevede fasi antecedenti e fasi successive rispetto al momento centrale dell’utilizzo dell’acido.
I risultati di cui sono portavoce e che potete vedere anche qualche paragrafo più giù non sono mai frutto della singola applicazione di un acido.
Il grande vantaggio dell’estetista è quello di riuscire a fare stare bene la cliente durante l’intera seduta.
A differenza del medico estetico non possiamo utilizzare aghi e iniettare, ma possiamo rendere la seduta un momento che unisce performance e benessere.
Ecco perchè non devono mai mancare fasi in cui alterniamo manualità, stimolazioni multisensoriali con profumi e consistenze cosmetiche differenti, e rilassamento psico fisico.
Nell’approccio Wellting il peeling non è un trattamento isolato, ma:
- Parte di un percorso
- Integrato in protocolli combinati
- Modulato in modo sartoriale
- Orientato al risultato progressivo
- Senza infiammazione inutile
3 grandi Plus dei peeling chimici: non siamo medici ma possiamo fare molto
Come scritto nel paragrafo sopra, le capacità estetiche sono differenti da quelle mediche, anche se la storia dei peeling chimici ad uso estetico tende ad intrecciarsi facilmente con quella ad uso medicale.
Quello che deve essere sempre ben riconoscibile è l’obiettivo: un’estetista non deve voler competere ne eguagliare un medico, ma può lavorare in sinergia con quest ultimo, ed essere portavoce di risultati concreti e affidabili.
Un’estetista competente, può trasformare le divergenze con la medicina estetica in punti a suo favore:
- Niente dolore, perchè una seduta con peeling chimici è puro piacere e benessere
- Niente tempi di recupero, perchè la pelle a fine seduta è rosea e luminosa. Occorre solo utilizzare la protezione solare
- Niente irritazioni o sanguinamento, a differenza di altre tecniche come microneedling o iniezioni
Cocktail di acidi
Spesso in commercio si possono trovare combinazioni di acidi già pronte, specificatamente formulate per agire su un preciso inestetismo.
In Iconique abbiamo sviluppato 3 cocktail di peeling chimici diversi così strutturati

Esfoliazione multilivello controllata, azione illuminante e depigmentante per il trattamento delle macchie, stimolo turnover cellulare per il miglioramento texture e azione seboregolatrice e antibatterica per il controllo impurità

Forte vocazione purificante, seboregolatrice e anti-infiammatoria, molto usato per pelli acneiche, impure e discromie post-infiammatorie

Azione rinnovante, levigante e illuminante, particolarmente utile su cicatrici e smagliature
Risultati: come possiamo migliorare la pelle delle nostre clienti con i Peeling
I benefici di un protocollo con peeling chimico sono visibili sempre già dalla prima seduta, sebbene siano necessarie dalle 5 alle 20 sedute per un risultato definitivo su inestetismi importanti come rughe o macchie.






Se ti interessa capire come ottenere questi risultati e come impostare protocolli vincenti con i peeling chimici